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 Qualche informazione in più sul argomento "LITIGI TRA CANI: esperienze e soluzioni"

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Ezequiel Dello Russo
Educatore Cinofilo
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MessaggioTitolo: Qualche informazione in più sul argomento "LITIGI TRA CANI: esperienze e soluzioni"   Mer 25 Nov - 15:41

Grazie Linda e Stefano, davvero interessante il vostro racconto.
Qualche informazione in più sul argomento "LITIGI TRA CANI: esperienze e soluzioni"

Qualche definizione del Glossario di Zooantropologia della Scuola di Interazione Uomo-Animale.
Fonte: http://www.siua.it/html/modules.php?name=Encyclopedia

Centripetare:
Nella pedagogia cinofila significa porre l’attenzione del cane verso il pet-owner e viceversa in modo tale da rafforzare l’interesse reciproco, il sentirsi in coppia, il riferirsi in modo elettivo; nel cane indicatori di centripetazione sono: il dirigere lo sguardo verso il proprietario in segno di richiesta, lo stare vicino al pet-owner, il camminare accanto a lui o il voltarsi per accertarsi della sua presenza, il cercare la collaborazione, il tornare se richiamati, il cercare l’accordo prima di prendere un’iniziativa; la centripetazione viene fatta attraverso la valorizzazione reciproca, vale a dire per il cane deve diventare importante il pet-owner e viceversa, e la marcatura emozionale positiva, ovvero associare allo stare insieme riscontri piacevoli; per centripetare occorre rafforzare le motivazioni che portano il cane verso il pet-owner (per esempio l’epimeletica e la collaborativa) contenendo, almeno in prima fase, quelle che centrifugano (per esempio la perlustrativa e la predatoria) e quelle che autocentripetano (per esempio la possessiva e la somestesica); la centripetazione è inoltre facilitata da una socializzazione secondaria profonda e da una consuetudine di vita condivisa nonché dall’abituare il cane alla proposta di attività piacevoli a opera del pet-owner e dal posizionamento all’interno di cornici fortemente gratificanti e relazionali, come il gioco sociale e l’affettività; nell’approccio CZ la centripetazione è prioritaria: mira a rafforzare la relazione portando l’interesse al centro del binomio ed è prerequisitiva rispetto a ogni attività educativa o istruttiva.
Fonte: Pedagogia cinofila.

Aggressione:
Il comportamento di aggressione solo apparentemente può essere attribuito a un carattere generico di aggressività, giacché l’aggressione può avere diverse matrici, e soprattutto può essere diviso in: a) aggressione predatoria o appetitiva dove l’ente aggredito vuole essere inglobato dall’aggressore, anche se non è detto che debba essere consumato; b) aggressione sociale o avversativa dove l’ente aggredito vuole essere allontanato dall’aggressore; nel cane queste due forme di aggressione sull’uomo hanno a che fare con il processo di socializzazione secondaria dove l’aggressione predatoria indica un’assente o scarsa socializzazione secondaria mentre l’aggressione sociale al contrario si sostiene sulla competizione sociale tra uomo e cane; l’aggressione può avere esiti diversi a seconda delle modalità di aggressione, della forza mandibolare dell’aggressore, della parte anatomica aggredita, della vulnerabilità dell’aggredito; nell’aggressione sociale possono individuarsi diverse cause: da paura, da irritazione, da risposta appresa, da asserzione, da difesa, da dolore, etc.; esistono poi comportamenti di aggressione imputabili a situazioni patologiche di ordine ontogenetico o di alterazione neurobiologica; non bisogna mai confondere l’intervento pedagogico (didattico) sullo sviluppo del soggetto, teso a prevenire interazioni problematiche rispetto all’aggressione, dall’intervento psicologico o psichiatrico (terapeutico) sul profilo del soggetto, teso a emendare le situazioni problematiche o patologiche del soggetto; la pedagogia lavora sulla prevenzione del rischio di aggressione attraverso l’intervento diretto sulla competenza mandibolare e sull’inibizione del morso; talvolta possono insorgere situazioni di incompetenza relazionale che, seppur non ascrivibili a vere e proprie aggressioni, possono esitare gli stessi effetti: in questi casi si lavora sull’expertise relazionale e sull’educazione alla calma.
Fonte: Pedagogia cinofila.

Ricalco-guida:
E' il modo per impostare l’alleanza pedagogica (l’obiettivo di formazione è condiviso) ossia per evitare che l’azione di formazione sia estranea al discente (mancanza di sintonia = deficit di ricalco) o semplicemente lo assecondi (mancanza di obiettivi = deficit di guida); attraverso il ricalco ci si pone sulle corde ovvero sulle tendenze generali del cane (motivazioni, emozioni, arousal, rappresentazioni, tempi) vale a dire si crea la sintonia ovvero la base di partenza per l’azione pedagogica; ricalcare non significa imitare il cane bensì mettersi sulla medesima lunghezza d’onda, ossia calibrare il proprio stato (comportamenti, reattività, attentività, emotività, etc.) sullo stato del cane per attivare lo scambio formativo; il ricalco crea tra docente e discente lo stesso piano dialogico (relazione) al fine di rendere possibile il passaggio di contributi (referenza); la guida serve per dare una direzione alla contribuzione referenziale (indirizzo referenziale); attraverso l’azione di guida si utilizzano le tendenze del cane come cifra di riferimento per raggiungere con gradualità l’obiettivo preposto e definire le risorse referenziali necessarie: a parità di obiettivi infatti abbiamo un maggior bisogno referenziale quanto più è distante la cifra di riferimento; la guida è indispensabile per trasformare l’attività in processo pedagogico.
Fonte: Pedagogia cinofila.
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